Il nostro metodo — psicologia, gioco e neurosviluppo
Al Centro usiamo la Cognitive Behavioral Play Therapy per la psicoterapia e il CBPI-R — Intervento di Gioco Cognitivo-Comportamentale nella Riabilitazione — per il trattamento neurocognitivo dei disturbi del neurosviluppo. Due approcci fondati sulla stessa idea: che il gioco sia il linguaggio naturale dei bambini. È il metodo che il nostro centro studia, pubblica e insegna ai professionisti in tutto il mondo.
Prenota la consulenza gratuitaIl metodo, spiegato dalla nostra direttrice
La dott.ssa Maria A. Geraci, direttrice del Centro Ricerca CBPT, racconta cos'è la Cognitive Behavioral Play Therapy, perché funziona con i bambini — e come la usiamo anche nel trattamento neurocognitivo dei disturbi del neurosviluppo.

Come funziona, in pratica
Il metodo ha caratteristiche precise, che lo rendono diverso da un gioco qualsiasi:
- Coinvolge il bambino in prima persona attraverso il gioco, superando resistenze e timori.
- Si concentra su pensieri, emozioni e comportamenti del bambino, non solo sui sintomi.
- Propone strategie concrete per sostituire le modalità che non funzionano con altre più adattive.
- È strutturato e orientato a obiettivi chiari, condivisi con la famiglia.
- Usa tecniche dimostrate scientificamente, con strumenti come pupazzi, storie terapeutiche e arti espressive.
Il gioco come strumento di riabilitazione neurocognitiva
Il Centro ha sviluppato un'applicazione originale del metodo nel campo dei disturbi del neurosviluppo: l'Intervento di Gioco Cognitivo-Comportamentale nella Riabilitazione (CBPI-R) (Geraci, 2025).
Non è psicoterapia: è un intervento abilitativo e riabilitativo che usa il gioco per potenziare funzioni cognitive come l'attenzione, la memoria di lavoro, la flessibilità cognitiva, l'autoregolazione — oltre a lettura, scrittura e calcolo. È pensato in particolare per i bambini che mostrano resistenza ai trattamenti standard: quelli che si bloccano, evitano, si scoraggiano.
Attraverso attività ludiche scelte su misura, il bambino vive esperienze di successo, riceve rinforzi positivi e si sente protagonista del proprio percorso. Questo contrasta l'impotenza appresa e aumenta la motivazione a impegnarsi nel tempo. Ogni sessione è pianificata sul profilo neuropsicologico del bambino, con obiettivi misurabili e monitoraggio continuo dei progressi.
Il trattamento neurocognitivo con il CBPI-R
Quando un bambino ha difficoltà di apprendimento o del neurosviluppo, spesso il problema non è solo cognitivo. Molti bambini sviluppano nel tempo resistenza, evitamento, senso di impotenza di fronte ai compiti — e questo rende qualsiasi trattamento più difficile da sostenere nel tempo.
Il Centro ha sviluppato una risposta originale a questa sfida: un approccio che integra il rigore scientifico dei trattamenti neurocognitivi con il linguaggio naturale dei bambini, il gioco.
Su cosa lavora
Il CBPI-R si focalizza sul potenziamento o sulla riabilitazione di funzioni cognitive specifiche: attenzione, memoria di lavoro, flessibilità cognitiva, autoregolazione — oltre a competenze linguistiche, motorie e di apprendimento come lettura, scrittura e calcolo. Ogni intervento è costruito sul profilo neuropsicologico del singolo bambino, a partire dalle sue aree di fragilità, con l'obiettivo di migliorare il funzionamento nella vita quotidiana e scolastica.
Come è strutturato
L'intervento si articola in tre fasi: definizione del piano di trattamento, intervento attivo e monitoraggio dei progressi. Le sessioni si organizzano in cicli di circa 16 incontri, ciascuno suddiviso in quattro momenti:
- attivazione iniziale;
- attività centrali con giochi strutturati, analogici e digitali;
- riflessione metacognitiva;
- assegnazione di un homework da svolgere a casa con il supporto dei caregiver.
La partecipazione attiva della famiglia non è opzionale: è parte integrante del metodo, perché garantisce continuità tra la seduta e la vita quotidiana e potenzia la generalizzazione delle competenze acquisite.
Gli strumenti
I giochi strutturati — scelti in base all'età, al profilo neuropsicologico e agli obiettivi specifici — diventano il mezzo attraverso cui lavorare su competenze logico-matematiche, abilità motorie, linguaggio e apprendimento. A questi si integrano tecniche cognitivo-comportamentali validate dalla ricerca: modeling, psicoeducazione, autoistruzioni, rinforzo positivo, scaffolding. Non sono aggiunte al gioco: sono dentro il gioco.
Perché funziona con i bambini che resistono
Attraverso il gioco, il bambino vive esperienze di successo, riceve rinforzi positivi e sviluppa un senso reale di autoefficacia. Questo contrasta attivamente i sentimenti di impotenza appresa e le tendenze all'evitamento che spesso si accumulano dopo mesi o anni di difficoltà scolastiche. Il bambino smette di sentirsi un paziente da trattare e comincia a sentirsi protagonista del proprio percorso — e questo cambia tutto.
Il clinico pianifica ogni sessione con obiettivi misurabili, monitora i progressi in modo sistematico e adatta le attività in base alle risposte del bambino. I risultati sono concreti, verificabili e sostenibili nel tempo.
Il CBPI-R è un ponte tra il rigore dei trattamenti di neurosviluppo e il potere terapeutico del gioco — un approccio efficace, motivante e rispettoso del modo in cui i bambini imparano davvero.
Non solo DSA: cosa possiamo affrontare
Il metodo nasce per aiutare i bambini in tante difficoltà, oltre ai disturbi dell'apprendimento: ADHD, ansia, fobie, mutismo selettivo, rabbia e disturbo oppositivo. Spesso queste difficoltà accompagnano i DSA: averle in mente fin dalla valutazione rende l'aiuto più efficace.
Che cos'è, detto semplice
I bambini non hanno ancora le parole degli adulti per spiegare cosa provano. Per questo, invece di chiedere "come ti senti?", noi giochiamo: attraverso il gioco il bambino si esprime, si sente al sicuro e impara a gestire emozioni e difficoltà. È una psicoterapia dell'età evolutiva basata su prove scientifiche, pensata per bambini dai 3 agli 8 anni. Approfondisci il metodo →
Un metodo riconosciuto, non improvvisato
Qui c'è la differenza che conta. Il nostro non è un centro che ha preso un metodo da qualcun altro: siamo il Centro Ricerca CBPT, lo stesso che a Roma valuta e certifica i DSA e che, al tempo stesso, studia, pubblica e insegna questo metodo a livello internazionale, in cinque lingue. Lo dimostrano la ricerca, le pubblicazioni scientifiche e i manuali, la certificazione per i professionisti e la conferenza internazionale.
La dott.ssa Maria A. Geraci è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, tra cui il volume «La play therapy cognitivo-comportamentale» (con Susan M. Knell) e di numerosi altri articoli e manuali; dirige la collana «Play Therapy» di Armando Editore. Ha inoltre firmato il libro illustrato per bambini «Il mondo della dottoressa Lulù» (CBPT Books), che prepara i piccoli al percorso con dolcezza. In parole semplici: la competenza che mettiamo al servizio di tuo figlio è la stessa che insegniamo ai professionisti nel mondo. Non un punto di riferimento qualsiasi a Roma — il punto di partenza del metodo stesso.
I libri della nostra direttrice

Trattamento neurocognitivo nei disturbi del neurosviluppo
M. A. Geraci — Armando Editore, 2025 · il metodo CBPI-R
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Quasi 1.000 famiglie accompagnate nell'ultimo anno nelle nostre due sedi di Roma · Metodo Cognitive Behavioral Play Therapy
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