Valutazione e Diagnosi ADHD a Roma
Centro accreditato dalla Regione Lazio per la valutazione dell'ADHD in bambini e ragazzi, anche in comorbilità con i DSA. Da oltre 20 anni accanto alle famiglie, senza liste d'attesa.
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ADHD: Il Disturbo da deficit di Attenzione e/o Iperattività
L'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) si può valutare con precisione e gestire con il giusto supporto. Qui spieghiamo cos'è, come si riconosce e come lo valutiamo — con un'equipe accreditata dalla Regione Lazio e oltre 20 anni di esperienza accanto alle famiglie.
In sintesi
- Cos'è: disturbo del neurosviluppo — disattenzione, iperattività, impulsività.
- Quando valutare: dall'ingresso alla scuola primaria; primi segnali anche in età prescolare.
- Come si valuta: test neuropsicologici + colloqui con genitori e insegnanti.
- Il nostro centro: accreditato Regione Lazio, valuta anche la comorbilità con i DSA, senza liste d'attesa.

Il Centro Ricerca CBPT è accreditato dalla Regione Lazio per la valutazione e la certificazione dei DSA (DGR 32/2020 e LR 4/2003 – RR 20/2019). Nell'ambito della valutazione neuropsicologica, attraverso test specifici sul profilo di funzionamento del bambino, il Centro effettua anche la diagnosi di ADHD — sia come quadro autonomo che in comorbilità con i DSA.
Al termine della valutazione, la famiglia riceve indicazioni chiare sul trattamento più appropriato. Viene inoltre fornita alla scuola una relazione clinica che orienta l'applicazione della normativa sui BES (Bisogni Educativi Speciali), la quale prevede per il bambino il diritto a una didattica individualizzata e personalizzata, con strumenti e strategie adattati alle sue specifiche caratteristiche.
Cos'è l'ADHD: significato
Il Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) viene incluso tra i disturbi del Neurosviluppo e si manifesta principalmente tramite una triade di sintomi che lo caratterizzano:
- ADHD Disattenzione: difficoltà nel portare a termine le proprie attività e nel prestare attenzione ai dettagli, e ciò si può riscontrare sia nelle situazioni scolastiche sia sociali. Sembra che abbiano la testa altrove, che non ascoltino o che non abbiano capito quanto è stato appena detto loro. Passano frequentemente da un’attività all’altra senza portarle a termine, mostrano avversione ad applicarsi in compiti che richiedono capacità organizzative o concentrazione mentale;
- ADHD Iperattività: movimenti continui delle mani o dei piedi, irrequieti se seduti oppure non riescono a stare seduti quando le circostanze sociali lo richiedono;
- ADHD Impulsività: eccessiva impazienza, difficoltà a controllare le proprie reazioni ed eccessiva velocità nel rispondere alle domande, prima ancora che queste siano completate, difficoltà ad aspettare il proprio turno, intromissioni inopportune.
I sintomi dell'ADHD: come si riconosce
I segnali in età prescolare
La diagnosi di ADHD può essere effettuata con l’ingresso alla scuola primaria, ma è possibile osservare caratteristiche emergenti di ADHD già in età prescolare, come:
- crisi di rabbia
- ridotta quantità e intensità del gioco
- litigiosità
- provocatorietà
- assenza di paura
- tendenza a incidenti domestici
- comportamenti aggressivi
- rapporto disturbato genitore-bambino
- disturbi del sonno
Spesso, attraverso la raccolta anamnestica, si viene a conoscenza di un pregresso disturbo dell’autoregolazione già nei primi 3 anni di vita del bambino, che comporta una difficoltà nella regolazione e nell'organizzazione dei comportamenti, dei processi fisiologici e sensoriali, dei processi attentivi, motori e affettivi.
I segnali alla scuola primaria
Durante gli anni della scuola primaria il bambino con ADHD è molto attivo e mostra un comportamento poco maturo rispetto all'età cronologica, apparendo più o meno problematico a seconda della situazione. Infatti, spesso gli insegnanti li descrivono come bambini immaturi rispetto ai loro coetanei, soprattutto dal punto di vista comportamentale e della variabilità delle prestazioni attentive. A scuola gli insegnanti riferiscono che più della metà dei bambini con ADHD hanno difficoltà di apprendimento sia nella risoluzione dei problemi di matematica sia nella lettura: leggono molto lentamente e in modo stentato e quando scrivono commettono numerosi errori di ortografia.
I segnali alla scuola secondaria
Con l’ingresso alla scuola secondaria aumentano sia le difficoltà scolastiche sia il carico di compiti da portare a termine, così i ragazzi con ADHD, viste le difficoltà attentive, si trovano a dover fare i conti con numerosi fallimenti. Dal pinto di vista cognitivo, il ragazzo con ADHD è precipitoso nell’esecuzione dei compiti non solo scolastici ma anche di vita quotidiana.

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Come si fa la diagnosi di ADHD
Lo psicologo effettua una raccolta dei dati anamnestici personali e familiari, informazioni dal contesto scolastico e sui livelli di apprendimento, effettua un accurato esame neuropsicologico del bambino. È necessario raccogliere informazioni da fonti multiple (genitori, insegnanti, educatori) utilizzando interviste semistrutturate e/o questionari standardizzati su diversi aspetti del comportamento e del funzionamento sociale del bambino.
I test per la diagnosi di ADHD
Inoltre, per la valutazione si utilizzano test neuropsicologici per l’ADHD che valutano la presenza di sintomi di disattenzione, impulsività e capacità di inibire la risposta automatica.
I test per la diagnosi di ADHD valutano, pertanto, una serie di funzioni attentive ed esecutive generali, quali:
- Abilità di inibire risposte automatiche apprese
- Monitorare e autoregolare le proprie risposte
- L’attenzione selettiva e sostenuta (vigilanza)
- L’abilità di mantenere o cambiare un insieme di regole di risposta
- L’abilità di pianificare e organizzare risposte complesse
Inoltre, la somministrazione di test per la diagnosi di ADHD richiede anche il coinvolgimento di altre figure che ruotano attorno al bambino, come i genitori e gli insegnanti.
Per elaborare una diagnosi di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, infatti, è fondamentale che i deficit del ragazzo compaiano in diversi contesti di vita.
Il trattamento dell'ADHD
L’ intervento psicoeducativo rivolto ai bambini e ai ragazzi con ADHD risulta essere molto complesso per una serie di motivi e fattori relativi alla gravità della sintomatologia, alle combinazioni di fattori individuali e ambientali, a quanto la sintomatologia vada ad incidere sul piano degli apprendimenti e all’interazione con l’ambiente circostante (Fedeli & Vio, 2016).
Con il bambino: training cognitivo-comportamentale
Un approccio cognitivo-comportamentale è ottimale in quanto si focalizza sull’insegnamento di abilità di problem-solving e di self-control attraverso le autoistruzioni. Il training ha l’obiettivo di incrementare i comportamenti positivi e ridurre quelli negativi attraverso strategie di contenimento e insegnando alcune tecniche cognitive per favorire un pensiero più riflessivo (Fedeli & Vio, 2016c).
Con i genitori: Parent Training
Ai genitori viene dedicato un lavoro che può essere svolto sia con le singole coppie genitoriali che in gruppo (Parent Training) e ha lo scopo di aumentare la comprensione dei comportamenti del bambino, per fornire strategie per la loro gestione e modificazione, per permettere una migliore qualità di interazione all’interno della famiglia e con il contesto sociale. Il parent training è risultato efficace in numerose differenti contesti sia individuali sia di gruppo, in bambini sia in età prescolare sia in età scolari sia in età adolescenziale. Il training rivolto ai genitori serve a fornire le informazioni sul disturbo e individuare insieme delle strategie per la gestione dei comportamenti. Sono previsti 9-10 incontri e una delle tecniche molto utili insegnate ai genitori è l’osservazione comportamentale, ovvero notare che cosa succede prima del comportamento problema del bambino, qual è il comportamento considerato un problema per lui o per i genitori e quali sono le sue conseguenze, cioè cosa è successo da quel comportamento è come il bambino e i genitori hanno reagito ad esso
Con la scuola: supporto agli insegnanti
Anche il lavoro svolto con l'insegnante è di fondamentale importanza ed è un lavoro integrante ed essenziale nel percorso terapeutico di un bambino o di un'adolescente con ADHD gli incontri sistematici con il clinico anno diversi obiettivi informare sulle caratteristiche del disturbo, fornire strategie educative per migliorare il rapporto tra alunno con altri insegnanti e migliorare l'ambiente scolastico. all'insegnante viene proposta l'osservazione funzionale del comportamento del bambino, già permette di comprendere cosa è successo prima e qual è stata la risposta del bambino e dell'insegnante dopo il comportamento problema. In questo modo si riesce a prevenire o ridurre il comportamento problema, a spezzare il circolo vizioso che spesso si crea tra i comportamenti e rendere prevedibile l'ambiente e le conseguenze di determinati eventi attraverso la pianificazione delle attività e del contesto.
Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) per l'ADHD
Nella Nota Ministeriale Prot. N. 1395 del 20.03.2012 “Piano Didattico Personalizzato per alunni con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) sono state fornite puntuali indicazioni riguardo l'integrazione scolastica degli alunni affetti da ADHD. Solo i bambini con una grave compromissione comportamentale e con una comorbidità tale da provocare una grave compromissione delle capacità del funzionamento nella vita quotidiana hanno diritto alla legge 104/92 e quindi all'insegnante di sostegno e in alcuni casi all'assistente alla comunicazione. Nel momento in cui l'alunno viene riconosciuta la legge 104/92 è necessario che venga redatto il PEI (Piano Didattico Individualizzato), invece in tutti gli altri casi si garantiscono le tutele previste dalla circolare sui BES (Bisogni Educativi Speciali) che permettono di attuare un Piano Didattico Personalizzato (PDP).
Il PDP dovrebbe contenere i dati anagrafici dell'alunno, l'indicazione degli strumenti compensativi e dispensativi adottati nelle diverse discipline e le modalità di verifica che si intendono adottare. Il documento dovrà essere redatto entro il termine massimo del primo trimestre. Nel PDP dovranno essere espresse sia le misure compensative sia le misure dispensative e allegati gli obiettivi minimi che il bambino dovrà conseguire.
Nel PDP è necessario indicare le difficoltà più rilevanti, facendo riferimento in particolare ai livelli attentivi sia per quanto riguarda l'attenzione selettiva sia per quanto riguarda l'attenzione sostenuta, al grado in cui l'alunno con ADHD è in grado di controllare il suo comportamento, al modo in cui riesce o non riesce a gestire o tollerare livelli di noia.
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Prenota la consulenza gratuitaDomande frequenti sull'ADHD
A che età si può diagnosticare l'ADHD?
La diagnosi è possibile dall'ingresso alla scuola primaria, ma alcuni segnali emergono già in età prescolare, quando le difficoltà di attenzione o iperattività compaiono in più contesti.
Quali test si usano per l'ADHD?
Test neuropsicologici su attenzione, impulsività e funzioni esecutive, insieme alla raccolta anamnestica e a questionari per genitori e insegnanti.
La valutazione ADHD del centro è accreditata?
Sì, il Centro Ricerca CBPT è accreditato dalla Regione Lazio e valuta l'ADHD anche in comorbilità con i DSA.
Ci sono liste d'attesa?
No, la prima consulenza gratuita con il coordinatore è disponibile in tempi rapidi, al telefono o in videochiamata.
Come si tratta un bambino con ADHD?
Il percorso unisce il lavoro con il bambino (training cognitivo-comportamentale, anche attraverso il gioco), il supporto ai genitori (parent training) e la collaborazione con la scuola, per aiutarlo a gestire attenzione, impulsività ed emozioni.
In questa sezione
Quasi 1.000 famiglie accompagnate nell'ultimo anno nelle nostre due sedi di Roma · Metodo Cognitive Behavioral Play Therapy
Cosa dicono le famiglie
★★★★★Centro d'eccellenza, dottori molto disponibili, in particolare per nostro figlio con ADHD e DSA.
— Valerio A.
★★★★★Uno dei migliori centri, hanno messo mio figlio a suo agio, sempre disponibili e gentili ma soprattutto molto professionali.
— Emmanuela C.
★★★★★Con cortesia e competenza ci hanno accompagnati in questo percorso. Essere riconosciuti ASL facilita tutto.
— Emanuela G.
★★★★★Centro di veri e propri professionisti, hanno un'estrema cura ed attenzione per i loro piccoli pazienti.
— Roberta N.
★★★★★Professionisti seri e preparati, siamo stati fortunati a contare su questo centro.
— Zelmira F.
★★★★★Grande professionalità, esperienza e cura. Assolutamente consigliato.
— Fabrizio S.
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