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Valutazione e Diagnosi della Disgrafia a Roma

Centro accreditato dalla Regione Lazio per la diagnosi e il trattamento della disgrafia (difficoltà nel gesto grafico). Certificazione valida per la scuola, senza liste d'attesa.

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Valutazione e Diagnosi della Disgrafia a Roma

DISGRAFIA

Centro accreditato dalla Regione Lazio per la diagnosi e il trattamento della disgrafia (difficoltà nel gesto grafico). Certificazione valida per la scuola, senza liste d'attesa. In questa pagina trovi cos'è, come si riconosce e come lo valutiamo, con un'equipe accreditata e oltre 20 anni di esperienza.

In sintesi

  • Cos'è: disturbo specifico della scrittura nella componente grafo-motoria.
  • Quando valutare: quando la scrittura resta lenta, faticosa o poco leggibile.
  • Come si valuta: prove standardizzate di scrittura + valutazione del gesto grafico.
  • Il nostro centro: accreditato Regione Lazio, certificazione valida per la scuola, senza liste d'attesa.

Il Centro Ricerca CBPT , con Equipe CBPT Apprendimento, è un centro privato, autorizzato e accreditato dalla Regione Lazio al rilascio della certificazione DSA. È uno tra i Centri di Eccellenza di Roma per la valutazione e certificazione della Disgrafia.

Cos'è la disgrafia

La Disgrafia è uno dei Disturbi del Neurosviluppo conosciuti come DSA, ovvero Disturbi Specifici dell’Apprendimento che riguarda il nucleo della scrittura. Si parla di Disgrafia periferica ovvero di un deficit limitato alla scrittura manuale, che si manifesta attraverso la difficoltà a tenere separati i codici ortografici (corsivo/stampatello; maiuscolo/minuscolo).

È un disturbo di natura motoria, che si manifesta principalmente attraverso una scrittura eccessivamente lenta, irregolare e illeggibile.

I sintomi della disgrafia: come si riconosce

  • Difficoltà a rimanere in paro nei dettati e nei compiti scritti;
  • Difficoltà nel ricopiare alla lavagna;
  • Mancato rispetto delle linee e dei margini;
  • Forte faticabilità nei compiti di scrittura: i compiti di scrittura comportano dolore alla mano e necessitano di diverse pause.
  • Lettere e parole disallineate;
  • Lettere di dimensioni differenti;
  • Eccessiva pressione sul foglio;
  • Interruzioni del tratto;
  • Variabilità nella rappresentazione della lettera e nella distanza tra le parole;
  • Lettere ricalcata o sovrapposte: le lettere vengono ripassate più volte e non vengono rispettatati gli spazi tra le lettere
  • Impugnatura scorretta della penna;
  • Lentezza nello scrivere;
  • Irregolarità delle lettere scritte fino all’illeggibilità;
  • Alterazioni del ritmo della scrittura, della fluidità del tratto, nella legatura delle parole;
  • Errori nella direzionalità;
  • Asimmetria nelle dimensioni delle lettere;
  • Il bambino disgrafico può aver appreso e automatizzato strategie inadeguate (usando, quindi, una direzione scorretta, manifestando difficoltà di collegamento fra le singole lettere, che possono essere illeggibili o presentare proporzioni incongruenti);
  • Può mostrare difficoltà prevalentemente visuo-spaziali (non rispetta i margini del foglio o il rigo, lascia uno spazio non adeguato fra le lettere e fra le parole, capovolge le lettere, che possono avere grandezze irregolari o inclinazioni incoerenti);
  • Difficoltà posturali o motorie (presenta una postura scorretta, una prensione problematica, tremori, non utilizza funzionalmente la mano che non scrive, ha difficoltà nella modulazione della pressione, è lento).

Come scrive un bambino con disgrafia

La Disgrafia prescinde dalle variabili linguistiche come il lessico, la grammatica, la sintassi o l’ortografia;

  • la scrittura appare faticosa solo sul piano motorio (deformata, irregolare per forma e grandezza, tremolante, lenta) a causa di un disturbo che colpisce la coordinazione delle abilità fini e che coinvolge il braccio nella sua totalità (dita, mano, polso, gomito, spalla) o la coordinazione visuo-motoria.
  • non riesce a tenere la riga, a scrivere segni alfabetici o numerici uniformi e alla stessa distanza;
  • problemi nella riproduzione dei singoli segni grafici: scrittura verticale dal basso verso l’alto o in senso antiorario per lettere come a, o, p.
  • errata impugnatura della penna e della matita;
  • scrittura non costante con passaggio casuale da stampatello a corsivo, da maiuscole a minuscole;
  • testo finale illeggibile, anche per il bambino.

Cause e insorgenza della disgrafia

Entro la metà del primo anno di Scuola Primaria gli insegnanti possono rilevare un’eccessiva lentezza nella scrittura, l’incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile, la specularità nella scrittura sia delle lettere sia dei numeri. Queste difficoltà permangono anche durante la Scuola Secondaria e Università.

“Non riesco a rileggere quello che scrivo! Non controllo la mia mano! Sono distrutta quando finisco di scrivere!..."

Se tuo figlio esprime questi pensieri

Disgrafia — valutazione e trattamento a Roma

Se tuo figlio dice queste cose, possiamo aiutarlo.

Come si fa la diagnosi di disgrafia

La diagnosi di Disgrafia viene eseguita da un ’Equipe multidisciplinare formata da specialisti accreditati dal sistema sanitario nazionale (neuropsichiatra, psicologo e logopedista.

Nei primi tre anni di scolarizzazione, è auspicabile prevedere un potenziamento specifico del tratto grafico, prima di porre diagnosi di disgrafia. Successivamente alla classe terza primaria, o nel caso in cui il percorso di potenziamento non abbia portato ad un miglioramento significativo, si può procedere con una diagnosi.

È importante certificare il disturbo per poter mettere in atto strumenti e misure che assicurino all’alunno disgrafico un percorso scolastico ottimale.

L'iter diagnostico del nostro centro

1. Colloquio di anamnesi

Nel nostro Centro, il Neuropsichiatra Infantile conduce una prima visita con i genitori. È un colloquio anamnestico volto a raccogliere la storia clinica e scolastica del paziente e l’osservazione dei quaderni e del diario, per valutare quanto lo studente produce nel contesto scolastico. È possibile che ai genitori e agli insegnanti venga proposto di compilare dei questionari riguardanti lo studente, al fine di ottenere informazioni dettagliate in merito a diverse variabili (aspetti motori, attentivi, di apprendimento oltre a variabili emotivo-motivazionali).

2. Valutazione Disgrafia

Successivamente, si effettua una valutazione approfondita dagli specialisti, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.  Nello specifico, dal punto di vista qualitativo, si approfondisce l’osservazione delle abilità di base dell’apprendimento della scrittura, ovvero:

  • Impugnatura dello strumento grafico;
  • Percezione;
  • Organizzazione spaziale e temporale;
  • Integrazione spazio-temporale;
  • Orientamento destra-sinistra;
  • Conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo;
  • Coordinazione motoria;
  • Dominanza laterale;
  • Memoria e attenzione.

La valutazione quantitativa, invece, prevede l’utilizzo di test standardizzati disgrafia. La grafia, infatti, viene valutata attraverso la qualità della scrittura e l’esecuzione del gesto grafico, nel paramento velocità, attraverso tre prove di scrittura veloce.

3. Colloquio di restituzione

Al termine della valutazione viene redatta una relazione conclusiva che viene restituita alla famiglia, nella quale, in linea con i risultati dei test, viene, eventualmente, rilasciata la certificazione riconosciuta ai fini scolastici di Disgrafia. La nostra Equipe multidisciplinare rimane disponibile a seguire la famiglia per aggiornare la diagnosi ad ogni passaggio di grado scolastico ed in caso di modifiche nel profilo funzionale del soggetto.

I test per la diagnosi

Il nostro Centro offre la somministrazione di test standardizzati per la valutazione e la diagnosi certificata della Disgrafia, che valutano le capacità grafomotorie (fluenza) e la velocità di produzione grafica. Durante il test, il professionista può chiedere al bambino di scrivere frasi o di copiare un testo. Inoltre, saranno valutate anche la postura, l’impugnatura della matita, la stanchezza, eventuale presenza di dolori muscolari e la velocità di produzione di un testo. Sono prove che considerano:

  • la fluidità e la velocità nello scorrere del gesto grafico;
  • la modalità di costruzione dei grafemi e di come essi si congiungono tra loro per comporre la parola;
  • la dimensione e la fluttuazione delle lettere nello spazio della riga e del foglio. 

Strumenti compensativi e dispensativi

La certificazione che il Centro DSA CBPT rilascia ha valore legale e quindi permette di attuare il PDP a scuola. Infatti, in ambito scolastico, come previsto alla Legge 170, il consiglio di classe, sulla base di quanto riportato nella relazione diagnostica, ha l’obbligo di predisporre per l’alunno con disgrafia un Piano Didattico Personalizzato (PDP), con la relativa previsione degli strumenti compensativi per la disgrafia e di misure dispensative da utilizzare. Alcuni esempi di strumenti compensativi per la disgrafia sono:

  • Computer o tablet con programma di video-scrittura e stampante;
  • Schede fotocopiate con i contenuti che dovrebbero essere scritti sotto dettatura o copiati alla lavagna
  • Registratore per riascoltare le lezioni

Chiaramente, sono da applicare in funzione del grado scolastico raggiunto.

Per pervenire a una diagnosi di Disgrafia, si valuta sia l’aspetto qualitativo del tratto grafico (la sua leggibilità, fondamentalmente), ma anche l’efficienza con cui il bambino lo produce (cioè la rapidità con cui il bambino scrive). Si tratta di un aspetto importante, che rappresenta il livello di automatizzazione della scrittura e la capacità del bambino di rispondere adeguatamente alle normali richieste dell’insegnante.

La valutazione consentirà di individuare le aree di compromissione che concorrono alla definizione del disturbo, evidenziando in che misura si esprime la sua Disgrafia

Il trattamento della disgrafia

Nella riabilitazione della Disgrafia, sono numerose le variabili che incidono sulla scelta del percorso riabilitativo: l’età del bambino, il livello di automatizzazione del tratto grafico, la comorbilità con disturbi della sfera motoria. La rieducazione della scrittura interviene sulle aree legate:

  • alla percezione visuo-spaziale
  • all’organizzazione spazio-temporale
  • alla costruzione dello schema corporeo
  • all’impostazione della postura e dell’impugnatura
  • all’equilibrio/rilassamento muscolare
  • alla coordinazione visuo-motoria e oculo-manuale
  • all’attenzione
  • alla motricità fine della mano e delle dita
  • alle attività grafiche come percorsi, tracciati, collegamenti tra lettere, sequenza di movimenti, apprendimento della scrittura in corsivo.

La rieducazione della scrittura interviene per realizzare potenzialità non ancora utilizzate dal bambino, con lo scopo di abbandonare gli automatismi “scorretti” e, quindi, attivare percorsi neuronali più efficaci da un punto di vista funzionale.

Le tecniche utilizzate iniziano con attività preparatorie di rilassamento e di motricità specifica degli arti coinvolti nel gesto grafico, esercizi di macrografia e di pregrafismo, sia in verticale che in orizzontale, fino alla vera e propria rieducazione della scrittura.

Esercizi utili a casa

  • Al bambino disgrafico si possono proporre due percorsi di lavoro: uno per colmare le lacune nelle capacità di base e uno per conquistare abilità di scrittura più adeguate, proponendo attività legate alla percezione visiva, all’organizzazione, all’orientamento e l’integrazione spazio-temporale, alla conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo. Ci sono diversi esercizi da poter svolgere, ma la cosa fondamentale è scegliere questi esercizi in base all’età e alla difficoltà del bambino.

Alcuni di essi sono utili per:

  • la sperimentazione dell’ampiezza del foglio;
  • l’intensità e la forza;
  • la velocità.

Vengono proposti esercizi sia per imparare a scrivere che per il potenziamento e il recupero:

  1. Sviluppare la manipolazione e la motricità fine
  2. Favorire dunque sin dalle prime attività di pre-scrittura la presa a pinza e un’ottimale postura.
  3. Educare i movimenti delle dita
  4. Rispettare i principi di direzionalità delle lettere 

Se le difficoltà permangono anche successivamente la scuola primaria, o la situazione di aggrava, è possibile, attraverso il PDP, utilizzare gli strumenti compensativi e dispensativi, che supportano il bambino nel percorso scolastico.

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Domande frequenti

Rilasciate la certificazione valida per la scuola?

Sì, certificazione DSA valida ai fini scolastici (L.170/2010), come equipe accreditata dalla Regione Lazio.

Ci sono liste d'attesa?

No, la prima consulenza gratuita con il coordinatore è disponibile in tempi rapidi, al telefono o in videochiamata.

Quanto costa la prima consulenza?

La prima consulenza con il coordinatore del centro è gratuita e senza impegno.

Che differenza c'è tra disgrafia e disortografia?

La disgrafia riguarda il gesto grafico (la scrittura come atto motorio: leggibilità, velocità, impugnatura); la disortografia riguarda la correttezza ortografica (errori nel trascrivere i suoni in lettere). Spesso coesistono e si valutano insieme.

Esiste un test specifico per disgrafia e disortografia?

Sì, si valutano con prove standardizzate di scrittura e dettato, all'interno di una valutazione DSA completa.

Si può guarire dalla disgrafia?

La disgrafia non è una malattia da cui si "guarisce": è una caratteristica del neurosviluppo. Con un trattamento mirato e gli strumenti giusti, però, tuo figlio può scrivere meglio, più in fretta e con meno fatica, e vivere la scuola con più serenità.

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Bibliografia

  • Blason, Borean, Bravar, Zoia, Il corsivo dalla A alla Z, Erickson, Trento 2004.
  • Cornoldi, Le difficoltà di apprendimento a scuola, Il Mulino, Bologna 1999.
  • Cornoldi (a cura di), Difficoltà e disturbi dell’apprendimento, Il Mulino, Bologna 2007.
  • Cornoldi, Friso, Giordano, Molin, Poli, Rigoni, Tressoldi, Abilità visuo-spaziali, Erickson, Trento 1997.
  • Coruzzi, Scrivere e leggere, Mondadori Scuola, Milano 2005.
  • De Beni, Cisotto, Carretti, Psicologia della lettura e della scrittura, Erickson, Trento 2001.
  • Ferreiro, Teberosky, La costruzione della lingua scritta nel bambino, Giunti, Firenze 1985.
  • Geraci M. A. (a cura di), Il trattamento neurocognitivo per i disturbi del neurosviluppo. L’intervento di gioco cognitivo-comportamentale nella riabilitazione, Armando Editore, Roma 2025.
  • Molin, Poli, Pronti per la prima. Analisi e attenzione visiva nelle prime fasi di apprendimento della lettura e della scrittura, GiuntiScuola, Firenze 2009.